domenica 22 febbraio 2009

" IN BOCCA AL LUPO DARIO "



Dario Franceschini , 51 anni da Ferrara , è il nuovo Segretario del Partito Democratico.
"Adesso possiamo guardare al futuro. Perchè se é notte si farà giorno. E' tornato l'ottimismo, lavoriamo seguendo i nostri valori: la Costituzione, la Resistenza, la laicità dello Stato".“Chiedo scusa all’Assemblea” . Così esordisce Dario Franceschini, davanti all'assemblea di delegati chiamati a decidere dopo le dimissioni di Veltroni. “Chiedo scusa perché abbiamo creato un organismo troppo grande, più adatto a un congresso che a prendere decisioni sui meccanismi, a volte l’assemblea è sembrata violentata”.Il discorso di Dario é netto, profondo. “In questi giorni ho letto di tutto su di me, e i miei amici mi hanno chiesto di fare un discorso che susciti calore ed emozione. Invece serve franchezza, serve guardarci negli occhi per capire i nostri limiti e ribadire l’orgoglio delle cose fatte. Ma dobbiamo rimboccarci le maniche tutti insieme. Spero che Arturo si candidi, perchè serve un confronto vero e autentico".I passi avanti fatti in questi mesi, come spiega Dario, sono tanti: il radicamento con 6.000 circoli, la velocità del mescolamento delle provenienze, la scelta politica di rompere le vecchie alleanze, su cui non si può tornare indietro. Franceschini annuncia la sua candidatura spiegando di non avere nè padrini, nè protettori: "interpreto questo ruolo come servizio, sara' come un compito difficilissimo" e garantendo che non si presenta per preparare il suo destino personale, "il mio lavoro finisce ad ottobre". La promessa fatta all'Assemblea é quella di azzerare da lunedì il coordinamento, il governo ombra, ("non la direzione che è stata eletta") e mettere "in piedi nuove forme di collegialità con aperture al territorio, ai sindaci, ai segretari regionali". Ma, avverte Dario, "non farò trattative con nessuno, sceglierò io. Sceglierò io e chi batte le mani adesso non venga domani a chiedere di nominare qualcuno. Sentirò gli uomini del partito ma senza coinvolgerle nella gestione del partito". Infine conclude così il suo intervento: "Abbiamo costituito non soltanto un nuovo contenitore ma una casa nuova, comune. Non abbiate paura, non ci saranno crisi, risultati negativi, o scontri tra dirigenti che ci possano far pensare che si torni indietro dalla scelta di una casa comune".Nel pomeriggio, l'Assemblea con 1.047 voti elegge Dario Franceschini Segretario nazionale del Partito Democratico, che saluta così i delegati: "E' tornata la voglia di cambiare. Aveva ragione Walter, serviva una scossa e il suo è stato un atto d'amore. Adesso è la stagione dell'unità, possiamo guardare al futuro".

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