giovedì 12 marzo 2009

RELAZIONE DELLA COORDINATRICE COMUNALE VALENTINA BONOMI

Il periodo che ci accompagna verso l’Election Day del 6 e 7 giugno si prefigura come uno dei più difficili degli ultimi anni.

Ogni giorno le stime che ci arrivano dal mondo economico ci indicano serie difficoltà del mondo del lavoro, a livello internazionale, nazionale ed anche locale.

La produzione della ricchezza scende al di sotto delle stesse stime, in negativo, fatte, i consumi si contraggono del 4,6 %, le richieste di cassa integrazione aumentano del 553%, secondo i dati divulgati dall’Inps. Ma dietro queste cifre aride si nascondono drammi personali e familiari, di giovani precari che vedono con timore avvicinarsi la data di scadenza del proprio contratto, di famiglie che dovranno far quadrare i propri conti con uno stipendio in meno, con aziende costrette a lavorare soltanto tre giorni a settimana per la mancanza di commesse.

Di fronte a questi scenari viene da chiedersi che ruolo debba assumere la politica.
Alcuni giorni fa, leggendo il libro scritto dal candidato sindaco del Pd per il Comune di Firenze, Matteo Renzi, ho ritrovato una frase di Don Milani, che recita : Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia.

Fare politica, sortire insieme da problemi condivisi con soluzioni condivise presuppone una grande solidarietà, una solidarietà che troppo spesso, nel percorso finora compiuto dal Partito Democratico, è venuta a mancare, dal livello nazionale al più piccolo dei circoli territoriali.

I particolarismi, la personalizzazione estrema delle vicende, le troppe voci fuori dal coro emesse tanto per un’apparizione in più sulle colonne dei giornali o un passaggio in TV (da non confondersi con una molteplicità di pensieri e vedute che sono, quando espresse nelle sedi opportune e con intendimenti costruttivi sempre una ricchezza per un partito), hanno portato ad una performance del Partito Democratico negativa, che ha fatto perdere i consensi inizialmente ottenuti. Troppi gli elettori che hanno sentito disattese le proprie aspettative, troppi “gli esuli nel proprio paese”, come Ilvo Diamanti chiama gli ex elettori del PD, che si sono allontanati da un partito che, impegnato a trovare al suo interno ciò per cui vale la pena dividersi più che ciò per cui val la pena portare avanti un percorso unitario, ha perso di vista il proprio progetto, un progetto, però, su cui sono ancora in molti a voler scommettere.

La risposta che la politica deve dare a queste istanze non può essere che quella di una forte ricerca di unità, di un percorso che metta al primo posto la necessità di confrontare le varie istanze presenti all’interno, ma che abbia come unico obiettivo quello di trovare soluzioni univoche e condivise, orientate dalla sola volontà di compiere ciò che è il precipuo interesse della comunità in cui si vive.

E’ questo lo spirito che deve muovere a Marsciano il Partito Democratico, che nel suo primo anno di vita ha dimostrato saper attrarre il consenso dei nostri concittadini, ma che non deve mai perdere di vista ciò che gli stessi concittadini ci chiedono, e cioè forte senso di unità e responsabilità, in poche parole la maturità politica di affrontare tutti insieme, con risposte adeguate, le sfide che i prossimi anni ci porranno. Proprio in virtù di questo forte senso di unità, credo che il Partito Democratico di Marsciano debba farsi carico, nel suo impianto programmatico, anche di quelle istanze e di quelle questioni che hanno animato il dibattito nel confronto delle primarie. Prima fra queste questioni è quella del futuro dell’impianto di Olmeto, per il quale, stante il quadro normativo di riferimento, le difficoltà di natura tecnica delle quali si trova a soffrire, e la situazione politica, non può che profilarsi la chiusura, in tempi economicamente e tecnicamente sostenibili.

Il Partito Democratico deve intraprendere l’attività dell’elaborazione delle liste di candidati da presentare alle prossime amministrative. In questa fase i circoli territoriali dovranno lavorare per individuare i candidati che meglio potranno rappresentare tutto il territorio del Comune di Marsciano, le istanze di tutti i suoi abitanti, di tutte le categorie, della società marscianese nella sua totalità.
Sarà fondamentale il ruolo dei circoli, perché soltanto dando la voce direttamente al territorio sarà possibile individuare chi avrà la capacità di interpretare al meglio le esigenze dei territori stessi e dare la possibilità al Partito Democratico di ottenere quel consenso che gli permetterà di continuare il grande lavoro finora svolto nella nostra comunità e per la nostra comunità, dimostrando la grande cultura di amministrazione che ha sempre contraddistinto l’azione politica esercitata nel nostro territorio. Grande deve essere il lavoro che i circoli, in questa fase devono svolgere, per valorizzare il lavoro di radicamento sul territorio e rinnovamento di persone e idee fin qui portato avanti, partendo dalla verifica della disponibilità dei coordinatori dei circoli a presentare la propria candidatura.
Il Partito Democratico a Marsciano ha al suo attivo tante risorse su cui poter contare; l’invito, rivolto a coloro ai quali il PD chiederà di mettersi in gioco è quello di accettare questa sfida.

Unità nei progetti, unità nelle scelte, tante risorse umane da valorizzare, grande cultura di governo da sempre dimostrata dagli amministratori di Marsciano. Alla luce di questi parametri ci sembra opportuno che il Partito Democratico di Marsciano avanzi la propria proposta di presentare la candidatura di Stefano Massoli alla Provincia di Perugia. Stefano, protagonista insieme ad Alfio Todini delle primarie per l’individuazione della candidatura a Sindaco, ha animato questa nostra competizione sapendo interpretare le richieste di tanti cittadini. Valorizzando la figura e le idee di cui Stefano Massoli si è fatto portare si valorizza la tradizione politica e amministrativa della nostra città, dandole la giusta rappresentatività nelle Istituzioni superiori, rappresentatività che la città di Marsciano, in virtù del grande lavoro compiuto per il Partito Democratico, dovrà continuare a ricercare anche in occasione delle Regionali del 2010.

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