
Il Partito Democratico di Marsciano invita tutta la popolazione ad andare a votare Sì ai quesiti referendari del 12 e 13 giugno.
“Stiamo realizzando una campagna di sensibilizzazione al voto della popolazione, con volantinaggio, porta a porta, incontri pubblici e un «Concerto per il SI» che si terrà il giorno giovedì 9 giugno davanti al Teatro Concordia”.
“Con questa campagna vogliamo contribuire al raggiungimento del quorum per fermare il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento ma anche denunciare il vergognoso silenzio sui referendum e la censura in atto nella televisione pubblica del nostro paese: sei minuti al giorno, in media, tra spot e tribune elettorali, per ciascun quesito. Mai in prima serata, e divieto di parlare del 12 e 13 giugno nelle trasmissioni di approfondimento e attualità”.
Il PD dice:
Sì per fermare il nucleare.
Il governo, con il c.d. decreto legge omnibus, vuole impedire il voto sul referendum contro il nucleare.
Nelle norme del decreto non c'è nessun abbandono del piano nucleare ma solo un rinvio per evitare il giudizio dei cittadini che, come già dimostrato dal voto in Sardegna, è nettamente contrario al ritorno delle centrali nucleare in Italia. Spetterà alla Corte di Cassazione decidere se la normativa entrata in vigore invaliderà il voto, oppure no. Se passasse questo principio, però, si abolirebbe l’istituzione stessa del referendum, perché basterebbe votare una legge ad hoc per impedire al popolo di esprimersi. Noi non ci fermeremo. I gruppi PD di Camera e Senato hanno già presentato alla Cassazione una documentata memoria affinché il quesito permanga e gli italiani possano votare anche sul nucleare che è una scelta sbagliata e che non conviene all'Italia.
E’ una tecnologia vecchia e ancora mai applicata, con tempi lunghissimi, costi enormi e incerti, nessun piano di gestione delle scorie radioattive, neppure di quelle già esistenti.
La tragedia giapponese, inoltre, ci insegna che un incidente in una centrale nucleare non è eliminabile.
L'energia dell'atomo rappresenta un vantaggio solo per coloro che riceveranno dallo Stato l'incarico di costruire le centrali; nessun imprenditore privato sceglierebbe mai di investire in un settore così costoso e rischioso al punto che le compagnie assicuratrici rifiutano di stipulare polizze contro i rischi per la salute.
2 Si per l'acqua pubblica e per fermare la privatizzazione voluta dal governo Berlusconi.
Vogliamo assicurare un governo pubblico dell’intero ciclo dell’acqua: programmazione con le scelte dei sindaci, regolazione e controllo attraverso l'istituzione di una authority indipendente nazionale e compartecipata dalle regioni. Vogliamo una tariffa sociale e una più alta per chi spreca l'acqua. La priorità agli investimenti e al miglioramento del servizio idrico e della rete anche attraverso un fondo nazionale di riequilibrio tra le diverse zone del paese.
Sì al quesito sul legittimo impedimento.
Perché la nostra Costituzione prevede che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge mentre la disciplina sul legittimo impedimento è l'ennesimo trucco per evitare al Presidente del Consiglio di rispondere alla giustizia dei suoi reati.
Non era necessario fare una nuova legge, perché il codice di procedura penale già prevede i casi di rinvio per tutti i cittadini che non possono presentarsi al processo, senza distinzioni di ruolo, mentre questa legge truffa attribuisce un’immunità assoluta al capo del governo.
La Corte costituzionale ha già bocciato parte della legge ed ha stabilito che su temi così importanti per la democrazia, non si può decidere a colpi di maggioranza ma occorre una legge costituzionale.
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